
"Quando incontro qualcuno,
riconosco in quella persona una parte di me"
Mi chiamo Maria Antonietta Tilloca.
Sono un'illustratrice. Lavoro su carta, con l'acquerello, con le mani — in modo lento, intenzionale, artigianale.
Non ho mai cercato la perfezione tecnica. Ho sempre cercato qualcos'altro: quella sensazione sottile di riconoscimento che succede quando guardi un'immagine e senti che ti appartiene, anche se non sai spiegare perché.
Vengo dalla Sardegna, e porto con me qualcosa di quella terra: la ciclicità, la stratificazione, il senso del tempo che non ha fretta. Il cerchio — come forma che ritorna, sempre diversa — è diventato uno dei miei simboli ricorrenti. Come la libellula. Come il mare.
MAT'illustro è il nome che ho scelto per raccogliere tutto questo. Non solo un portfolio, non solo uno shop. Un universo visivo in cui continuo a dare forma a ciò che sento.





Tutto inizia da un'emozione, o da qualcosa che ho notato: un gesto, una luce, un incontro.
Poi arriva la carta. E l'acqua.
Con l'acquerello non si può controllare tutto — e questa è la parte che preferisco. C'è sempre un momento in cui il colore decide da solo dove andare. Io osservo. Ascolto. Intervengo solo quando serve.
Il risultato non è mai quello che avevo immaginato. È sempre qualcosa di più vero.
Lavoro anche con tecniche miste: inchiostro, carta, matite, collage, cartonaggio, scrapbooking, rilegatura. Ogni serie porta con sé i suoi materiali, i suoi tempi, il suo respiro.
Come lavoro




Perché Le mie Mari
Tutto è cominciato da un'osservazione semplice: le persone che incontro mi sembrano sempre molte cose insieme.
Non una persona sola, non un'identità fissa — ma un insieme di maree, di parti, di sfumature che coesistono.
Quella complessità mi sembrava invisibile, non rappresentata. E allora ho cominciato a disegnarla.
Le Mari sono nate così: come frammenti interiori che prendono forma. Come un modo di dire: anche questa parte esiste. Anche questa merita di essere vista.






Credo nella cura — del gesto, del dettaglio, del tempo necessario a fare bene le cose.
Credo in una bellezza che non semplifica, ma rende accessibile ciò che è autentico.
E credo che la creatività non sia un lusso, ma uno spazio necessario. Un posto in cui tornare quando si ha bisogno di ritrovarsi.
I miei valori



"Non cerco la forma perfetta.
Cerco quella vera".



Cosa faccio
Illustrazioni, corsi online, racconti, ispirazioni per riscoprire chi sei.
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I miei lavori
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Sei curiosa?




"Non sei una versione sola.
Sei tutto quello che cambia".


Nel 2000 sono stata una delle concorrenti della prima edizione del Grande Fratello. Quella storica, quella che nessuno sapeva ancora bene cosa fosse.
Avevo ventisette anni, venivo da Alghero, mi ero appena laureata all'Accademia di Belle Arti e sentivo forte — fortissimo — il bisogno di partire. Di diventare, come dicevo allora, cittadina del mondo.
Ero a Roma per cercare di costruire qualcosa nel mondo del restauro e della decorazione, quando mi imbattei nel casting di questo esperimento televisivo del tutto ignoto in Italia. Non sapevo cosa fosse un reality. Non lo sapeva quasi nessuno, in quel momento. Decisi di fare i provini spinta da quello che mi ha sempre guidata: la curiosità e il desiderio di fare un'esperienza diversa, prima di fermarmi.
Rimasi nella casa per 85 giorni.
Fui eliminata il 7 dicembre 2000 — a sole due settimane dalla finale — al televoto contro Cristina Plevani, che avrebbe poi vinto il programma. Ci separò appena il 2% dei voti. Mi classificai quinta.
La mia uscita sorprese molti. Forse sorprese un po’ anche me.
Quello che so è che entrai in quella casa come un'artista che cercava il suo posto nel mondo.
E ne uscii con qualcosa che non avevo messo in valigia: la certezza che il mio lavoro ce l'avevo nelle mie mani.
Il resto è venuto dopo. Lentamente, come si asciuga l'acquerello sulla carta.
la Maria Antonietta del
Sì, sono…
GF
Il 14 settembre 2000 è cominciato tutto.
Il documentario «Grande Fratello – L'inizio» ripercorre le origini di quel reality che nessuno sapeva ancora come guardare — e che ha cambiato per sempre la televisione italiana. Un viaggio nel tempo attraverso i momenti più iconici della prima edizione, raccontati da chi c'era: i protagonisti e Daria Bignardi, la conduttrice che ci ha tenuto per mano in quell'esperimento tutto da scoprire.
Io c'ero.

















